Il viaggio internazionale è spesso un’esperienza stressante. I viaggiatori sperimentano la separazione dalla propria famiglia, dal contesto sociale e familiare e devono affrontare l’impatto di culture diverse, di linguaggi diversi e affrontare minacce per la loro salute e per la loro sicurezza. Avere a che fare con alti livelli di stress può comportare problemi fisici, sociali e psicologici. In condizioni di stress da viaggio, disordini mentali pre-esistenti possono esacerbarsi. In coloro che hanno una predisposizione verso disordini mentali, tale disordine può emergere per la prima volta durante il viaggio. I disordini mentali non sono rari tra i viaggiatori. Soprattutto gli aspetti di salute mentale sono tra le principali cause di malattia tra i viaggiatori e l’emergenza psichiatrica è una delle ragioni mediche più comuni per il rimpatrio insieme alle ferite e alla malattia cardiovascolare.

Sebbene alcuni degli eventi che causano lo stress non possano essere prevedibili, prendere precauzioni può ridurre lo stress connesso al viaggio. I viaggiatori devono raccogliere un’opportuna informazione prima del viaggio (per esempio sulla natura del loro viaggio, le modalità e la lunghezza del soggiorno, le caratteristiche della loro destinazione, le difficoltà previste); questo consentirà loro di mantenere un autocontrollo e gestire ciò che non è familiare. Ciò consente loro anche di sviluppare strategie per ridurre al minimo i rischi. Raccogliere informazioni  prima del viaggio aiuta a ridurre il rischio di soffrire di disturbi psicologici o di aggravare disordini mentali pre-esistenti.

I viaggiatori soggetti a stress ed ansietà, relativi specialmente al viaggio aereo, devono essere aiutati a sviluppare dei meccanismi di gestione dello stress. Gli individui che hanno paura del volo devono essere inviati a corsi specializzati gestiti dalle compagnie aeree (se disponibili).

Date le conseguenze potenziali di un’emergenza psichiatrica che si dovesse sviluppare mentre si viaggia all’estero, l’indagine sulla storia psichiatrica o sul trattamento deve essere una parte standard di qualsiasi consulto prima del viaggio. I viaggiatori con una significativa storia di disordini mentali devono ricevere specifici consigli medici e psicologici. Quelli che usano farmaci psicotropi devono continuare il trattamento farmacologico durante il viaggio. In certi paesi è considerato un reato portare farmaci psicotropi (per esempio benzodiazepine) senza prova di una prescrizione. È così altamente raccomandabile che i viaggiatori portino con loro una lettera del proprio medico che certifichi la necessità di quei farmaci così come documentazione che attesti lo stato di salute e dettagli relativi al trattamento come per esempio copie delle prescrizioni. Tutti quei documenti devono essere scritti in un linguaggio che sia comprensibile nel paese dove si va. Se i viaggiatori staranno all’estero per un periodo lungo (per esempio se si tratta di un espatriato o di un viaggiatore d’affari) essi possono acquisire delle tecniche di autocontrollo e strategie per la riduzione dello stress prima di partire e durante il soggiorno. Se si sospetta un uso improprio del farmaco, il medico deve enfatizzare l’ampia variazione esistente tra i paesi relativamente alle leggi che regolamentano tale abuso.

Se si prendono precauzioni appropriate, la maggior parte delle persone affette da un disordine mentale, la cui condizione sia stabile e che siano sotto la supervisione di uno specialista medico, sono in grado di viaggiare all’estero.

Una delle fobie possibili in un viaggiatore è la paura di volare, di staccarsi dal contatto con il terreno. Le persone con paura di volare generalmente evitano il volo e possono avere un’anticipazione ansiosa quando confrontati con le vivide descrizioni del volo aereo, la necessità del volo e le precauzioni necessarie per volare. Questa paura può limitare severamente la capacità di un individuo di perseguire determinate carriere o godere dei piaceri del turismo.  La fobia del volo può coesistere con altre specifiche fobie. Inoltre, farmaci ansiolitici e alcol sono spesso impropriamente usati per gestire questa paura. La paura del volo risponde bene al trattamento psicologico basato sulla esposizione. Prima del trattamento di partenza, l’individuo ha bisogno di essere educato sulla tecnologia dell’aereo, sulla manutenzione, sul controllo dello spazio aereo, sull’addestramento del pilota; preoccupazioni relative a questi argomenti possono portare questa persona a temere un possibile disastro. In un tipico corso di 2 giorni si lavorerà esclusivamente per identificare la gerarchia delle ansietà e sviluppare pratiche di desensibilizzazione. Nuove tecnologie sulla realtà virtuale che consente ai terapisti di creare ambienti più realistici per la desensibilizzazione aiutano questo breve approccio. Tuttavia, nella maggior parte dei paesi può non trovarsi l’equipaggiamento per rendere disponibile questo approccio. Altre tecniche che possono aiutare i passeggeri a superare la paura di volare sono basati sull’autocontrollo, sul rilassamento e sulla lotta al pensiero negativo. Queste tecniche possono essere imparate attraverso libri che insegnino comportamenti adeguati o da psicoterapeuti allenati nella terapia comportamentale cognitiva. Lo stress di un viaggio internazionale o di un soggiorno all’estero, l’isolamento dalla famiglia e dal contesto socio-familiare, reazioni alla cultura straniera e al linguaggio possono portare alla depressione specie le persone che ne sono soggette. Problemi non frequenti, ma seri, associati alla depressione sono: il rischio di suicidio o la comparsa di sintomi psicotici o entrambi. La depressione  si può verificare come singolo episodio o episodi ricorrenti o come parte di un disordine affettivo bipolare. Il trattamento, se indicato, deve essere iniziato e monitorato da un medico preparato. Sintomi depressivi possono includere perdita di interesse per ciò che si sta facendo, difficoltà a dormire, mancanza di appetito o al contrario bulimia, sentimenti di perdita di speranza, scarsa concentrazione, disturbi della memoria e pensieri di morte. Un aggravamento della depressione di cui si soffre durante un viaggio può essere pericoloso se si viaggia soli, considerando il diverso contesto ambientale e culturale in cui ci si trova. Va considerato infatti, in caso di necessità di ricovero, le possibili diversità per quanto riguarda strutture di emergenza, staff, letti, strumenti diagnostici così come tipo e qualità di farmaci. A livello culturale, medici con una conoscenza interculturale e staff di supporto possono essere rari o non esistenti. Essi possono  non  capire  il linguaggio d’origine del viaggiatore e può essere necessario l’accesso agli interpreti. La legislazione  all’interno del quale un medico esercita la sua professione può anch’essa variare ampiamente. Le leggi che trattano l’uso di sostanze illecite variano considerevolmente e le pene possono essere in qualche paese estremamente  severe. Ne consegue che la prima decisione che un clinico è chiamato a prendere è se la cura del viaggiatore può essere gestita all’interno del paese di destinazione o se per quel viaggiatore occorre richiedere il rimpatrio. Mentre gestiscono i disordini mentali, i medici devono assicurare protezione e rispettare i diritti dei pazienti con problemi mentali, in accordo con le convenzioni internazionali e le leggi nazionali. I pazienti devono essere informati relativamente ai trattamenti loro prestati, alle opzioni terapeutiche e alle loro condizioni di salute. Ad essi va chiesto il consenso per tutti i procedimenti diagnostici e le misure terapeutiche. É bene pertanto che le persone affette da disturbi d’ansia, da depressione o psicosi di maggiore o minore gravità viaggino sempre accompagnati da familiari e che il loro stato mentale sia sempre ben valutato da un medico prima della partenza.

Il viaggiatore con disturbi di tipo ansioso-depressivo può essere più soggetto a montare in collera ed as- sumere comportamenti  aggressivi. La condotta del passeggero di natura aggressiva durante il viaggio è diventata materia di considerevole preoccupazione pubblica e sembra crescere in frequenza sebbene non sia molto comune. La collera può andare dalle minacce verbali all’equipaggio e ad altri passeggeri fino ad un attacco fisico e ad atti completamente antisociali. Aggressioni fisiche sono state frequenti nei casi di collera manifestatasi in volo, ma non sono state frequenti lesioni gravi. La collera  in aereo così come in strada è attribuita prevalentemente ai giovani maschi. Sebbene istanze occasionali possono essere ascritte a disordini mentali, i principali fattori associati a tale collera sono l’alcol e l’abuso di sostanze, litigi con personale di bordo o vigili urbani, affollamento, ritardi, mancanza di informazione relativa al viaggio. Gli sforzi di prevenzione e di gestione di questi fenomeni devono includere l’addestramento con corsi di formazione del personale dell’industria del trasporto.

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