Lo scopo del convegno  “Viaggi internazionali e malattie epidemiche” è quello di focalizzare l’attenzione su vecchie e nuove epidemie e porre l’attenzione sulla loro possibile riemersione.

L’idea innovativa del convegno è quella di allargare la platea di riferimento ad un target non solo interessato all’argomento medico, ma anche storico e culturale.
Saranno presenti studenti dell’Istituto Nautico e i Cadetti dell’Accademia Militare Navale di Livorno.

Questo convegno è una risposta alla ricerca di quali siano le radici storiche della Travel Medicine, nata nel 1981 con la Medicina Italiana del Turismo (nel momento in cui il dott.Pasini si occupava di Talassoterapia a Rimini) come estensione della scienza della talassoterapia.
In Versilia come a Rimini, nacque la cultura della talassoterapia, del turismo come atto curativo.
Le origini della Travel Medicine si rinvengono sin dalla metà del quattordicesimo secolo, quando a Venezia vennero creati i primi lazzaretti per far fronte all’epidemia di peste nera.

Nella storia militare, numerosi sono gli esempi gravissimi di epidemie, come ad esempio quella che falcidiò le forze dell’esercito Sabaudo a metà Ottocento. Lo stesso generale La Marmora morì di colera nella guerra di Crimea.

Peste, Sifilide, Vaiolo, Colera sono alcune delle epidemie trattate in questo covegno.

Il convegno recupera questo aspetto storico e lo contestualizza ai giorni nostri.

Gli uffici di Medicina Transfrontaliera (USMEF), che la dott.ssa Condorelli rappresenta all’interno del convegno, hanno radici antiche, che risalgono ai tempi della patente sanitaria richiesta al momento dell’imbarco sulle navi.

Carlo M Cipolla – “Il Burocrate e il marinaio” in questo libro si racconta che gli inglesi prediligevano la sicurezza delle merci a quella delle persone. Se vogliamo fare un collegamento ai giorni nostri, la figura degli inglesi oggi è rappresentata dai cinesi.

L’illustre Giovanni Boccaccio, di cui ricorre in questo anno il settecentenario della nascita, descrive perfettamente l’epidemia del morbo del colera nell’introduzione del suo Decameron.
L’accento che vige su tutto il convegno è quello della prevenzione, un tema troppo spesso trascurato anche in quelle che sono le nuove indicazioni sanitarie.
Una sana prevenzione a tutti i livelli, determina poi anche un miglioramento più ampio, meno ricorso alle cure e quindi un risparmio sanitario.

La prevenzione, da un punto di vista medico ed etico, va vista come il primo punto di partenza.

Parlare di prevenzione ora potrebbe sembrare contro corrente per quanto riguarda l’attuale situazione sanitaria, ma analizzando a fondo la questione, si evince non esser così.
Il pericolo di nuove pandemie è molto presente e alto perché ai giorni nostri è molto facile spostarsi anche per grandi distanze.
La mobilità estremamente fluida e i flussi migratori sono fattori che agevolano e moltiplicano i rischi e i fattori di propagazione; la Scienza medica, e le tecnologie moderne contrastano e prevengono in modo sempre nuovo.

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