CAPITALE: Pretoria – ALTITUDINE: 1330  m

 

CERTIFICAZIONI RICHIESTE

Febbre gialla - è richiesto un certificato di vaccinazione contro la febbre gialla ai viaggiatori di età > ad 1 anno che arrivino da paesi con rischio di trasmissione di febbre gialla, dall’Eritrea, da Sao Tome e Principe, dalla Somalia, dalla Tanzania, dallo Zambia e a tutti i viaggiatori che siano transitati per un aeroporto di un paese con rischio di trasmissione di febbre gialla.

HIV/AIDS – Il test HIV viene richiesto ai lavoratori delle miniere.

 

RISCHI PER LA SALUTE

  • Malaria - Il rischio di malaria, principalmente da P. falciparum (90%), esiste tutto l’anno nelle aree di bas- sa altitudine della provincia di Mpumalanga (compreso il Parco Nazionale Kruger), della Provincia di Im- popo e del Kwazulu-Natal nord-orientale fino al fiume Tugela. Il rischio è più alto da ottobre a maggio. Segnalata resistenza alla clorochina e alla sulfadossina-pirimetamina.  Prevenzione raccomandata nelle aree a rischio: prevenzione delle punture di insetto più meflochina o doxiciclina o atovaquone/proguanil. 1 aprile 2014:La provincia di Limpopo, nell’estremo nord del Sudafrica, dove si trova l’importante area turistica del Parco Kruger, ha registrato un recente aumento del numero di casi di malaria.  Le zone più col- pite sono Phalaborwa (situato sul confine del Parco Nazionale) e Giyani. Negli ultimi tre giorni, sono stati segnalati 233 casi. Sono stati ricoverati in ospedale 62 pazienti per il trattamento. Nessun decesso è stato segnalato, tuttavia, due dei casi ospedalizzati sono in gravi condizioni.  La provincia  di Limpopo è riconosciuta come area a rischio di malaria per la quale è consigliata la chemio-profilassi.
  • Febbre della Valle del Rift - Nella provincia del Free State, della Easter Cape, Norther Cape, Western Cape e North West si era verificata un’epidemia nel 2010. L’ultima grande epidemia della RVF negli esseri umani era avvenuta nel 1974-76 con 10/20.000 casi. L’OMS raccomanda  ai visitatori che intendano visitare fattorie o riserve animali, di non venire in contatto con tessuti animali o sangue, di evitare di bere latte non pastorizzato o non bollito o mangiare carne cruda. Tutti i viaggiatori devono prendere precauzioni appropriare contro le punture di zanzare e di altri insetti utilizzando insettorepellenti, indossando abiti che coprano la maggior parte del corpo e dormendo sotto zanzariere.
  • Altre malattie trasmesse da artropodi –Un virus della famiglia Arenaviridae ha portato a morte negli anni scorsi alcune decine di persone, come confermato da prestigiose agenzie come la CDC americana. Sono state segnalate la febbre emorragica di Crimea Congo, la febbre da puntura di zecche, la febbre ricorrente, la peste ed il tifo (soprattutto da zecche). Tuttavia, ad eccezione della malaria, è poco probabile che esse siano molto pericolose per il viaggiatore.
  • Diarrea del viaggiatore - Rischio moderato. Adottare con scrupolo le norme di sicurezza alimentare e portare in valigia un farmaco come il Normix per utilizzarlo in caso di necessità.
  • Colera – Nel 2009 il Sud Africa aveva riportato ufficialmente 10.520 casi di cui 57 mortali. Nel 2010 e nel 2011 il paese non aveva denunciato alcun caso.
  • Altre malattie trasmesse dagli alimenti e dall’acqua – Sono molto diffuse l’epatite A, le amebiasi e la febbre tifoide.
  • HIV/AIDS - In Sud Africa l’epidemia di HIV/AIDS rimane la più grande del mondo. Il Sud Africa deve fron- teggiare insieme l’epidemia di AIDS con quella di tubercolosi. Le due malattie, come è noto, hanno un effetto reciproco, l’una influenzando l’altra. C’è una grande variabilità nella prevalenza di HIV/AIDS e di tubercolosi per età, razza, genere, stato socio-economico e ubicazione geografica. Mentre l’incidenza di sifilide è scesa nel corso degli ultimi 10 anni, quella di herpes simplex, che è un co-fattore per l’infezione da HIV, è ancora molto alta in alcuni settori della popolazione.  La prevalenza  nella popolazio- ne adulta sembra stabilizzarsi e mostrare segni di lieve declino. Nella popolazione generale era di poco superiore al 20% nel 2000 ed era di poco inferiore al 20% nel 2010. I numeri restano dunque molto alti. Nella provincia del KwaZulu-Natal, la mortalità della popolazione è scesa significativamente a seguito dell’uso della terapia anti-retrovirale.
  • Tubercolosi – Il Sud Africa ha la terza maggior epidemia di tubercolosi nel mondo con un’incidenza che è cresciuta del 400% negli ultimi 15 anni.
  • Altre malattie - In alcune zone occorre prestare attenzione ai serpenti. Segnalati serbatoi di virus re- sponsabili della febbre di Lassa. Nel paese esiste un’alta prevalenza (> 8%) di portatori del virus HBV, responsabile dell’epatite B. Esistono focolai di schistosomiasi nella parte orientale. Endemicità elevata per la tubercolosi (più di 300 nuovi casi l’anno per 100.000 abitanti). Presenza di difterite e morbillo. Segnalate leptospirosi ed istoplasmosi. La larva migrans cutanea può infestare certe spiagge.

 

VACCINAZIONI DA CONSIDERARE: quelle di routine, epatite A, febbre tifoide e rabbia.

 

RISCHI PER LA SICUREZZA

La criminalità comune in Sud Africa è diffusa soprattutto nelle grandi città (in particolare Johannesburg, Pretoria e Durban; la situazione è relativamente migliore a Cittá del Capo, ma richiede comunque un adeguato livello di vigilanza). Non sono infrequenti casi di violenza a danno di turisti. È quindi indispensabile osservare strettamen- te misure precauzionali in tutto il Paese (vedere voce “Avvertenze”). A Johannesburg evitare assolutamente le zone di Berea, Hillbrow e Yeoville. I sobborghi che sorgono ai margini delle città (le cosiddette “townships”) ed i loro immediati dintorni, visitabili esclusivamente con escursioni diurne organizzate. A Città del Capo prestare particolare attenzione, soprattutto in Long Street, nota meta turistica e zona di locali e luoghi di divertimento.

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