Fattori chiave nel determinare i rischi cui il viaggiatore é esposto sono:

  1. La destinazione: la situazione epidemiologica del paese che si intende visitare é la principale variabile da considerare ed é proprio per questo motivo che questo libro é stato scritto e viene consegnato ai medici di medicina generale ed ai servizi di igiene pubblica delle Asl.
  2. Lo stato di salute del viaggiatore: è il secondo fattore di rischio. Le persone che soffrono di malattie croniche devono richiedere un parere medico prima di programmare un viaggio. Le condizioni che comportano rischi per la salute durante un viaggio sono: le malattie cardiovascolari, il diabete mellito, una malattia tromboembolica  pregressa, malattie respiratorie croniche, l’immunodepressione  dovuta al cancro, a farmaci o ad infezione da HIV, l’epilessia, i disordini mentali severi, malattie renali croniche che richiedano la dialisi, malattie infiammatorie del tratto intestinale. Indipendentemente dalla presenza o meno di malattie croniche, sarebbe bene che qualsiasi viaggiatore facesse un check up prima della partenza includendo anche una visita dal proprio dentista.
  3. L’età, il sesso: anche l’età é importante. I bambini e gli anziani sono categorie a rischio per le specifiche necessità legate all’età biologica sia durante il volo aereo che durante l’esposizione a condizioni ambientali difficili, come l’altitudine o climi caldo-umidi. Va poi ricordato che il bambino insieme alla donna gravida, se contrae la malaria può facilmente avere un decorso maligno della malattia e proprio per questo motivo non dovrebbe essere mai portato dai genitori in aree malariche. Anche il sesso va considerato, non solo in considerazione dell’eventuale gravidanza, ma anche in funzione della fisiologia della donna.
  4. La durata del soggiorno: é un’altra variabile da considerare. è intuitivo che i rischi siano diversi per chi si reca in una capitale straniera per un viaggio d’affari o per un congresso e per chi deve soggiornare anche in aree rurali per motivi militari o per scopi umanitari.
  5. Lo scopo del viaggio: é collegato alla sua durata. Si può viaggiare per turismo, o per affari o per visite a parenti ed amici, per ragioni umanitarie, missioni militari, ecc. Secondo l’Organizzazione Mondiale del Turismo, 402 milioni di arrivi internazionali sul totale di 800 milioni di arrivi che si sono verificati nel 2006 sono avvenuti per motivi di turismo. I viaggi per affari hanno inciso per il 16% (125 milioni) mentre il 26% era dato da viaggi per altri motivi come la visita ad amici ed parenti, scopi religiosi, pellegrinaggi e cure mediche.
  6. L’itinerario: (visita alle sole città o anche a zone rurali e forestali) il medico deve sempre chiedere l’itinerario del viaggio per sapere quali aree del paese saranno visitate e per confrontare tali aree con la presenza o meno di rischi di malattie infettive endemiche o epidemiche. Inoltre, il rischio per chi visita solo le città principali é generalmente diverso da chi visita anche aree periferiche, forestali, rurali.
  7. La stagione dell’anno in cui viene effettuato: il periodo dell’anno in cui viene effettuato il viaggio ha la sua importanza. Il rischio malarico può avere in certi paesi un andamento stagionale ed essere presente solo in determinati periodi dell’anno, generalmente in concomitanza della stagione delle piogge. Va poi considerato che nell’emisfero nord e sud le stagioni sono invertite e durante l’estate in Australia ad es. vi può essere un rischio di influenza stagionale.
  8. Il comportamento del viaggiatore durante il viaggio é uno dei principali fattori di rischio – se non il principale in assoluto – in relazione al rischio di malattie trasmesse da alimenti, di malattie sessualmente trasmesse o di malattie trasmesse da artropodi. Il medico non deve pertanto mai stancarsi di raccomandare al viaggiatore comportamenti ispirati alla prudenza, al buon senso ed alla conoscenza delle modalità con cui si trasmettono le malattie infettive. Il comportamento del viaggiatore è ugualmente di fondamentale importanza per prevenire incidenti, sia stradali che negli hotel e negli stabilimenti balneari.
  9. Le condizioni igienico-sanitarie del paese: anche le condizioni igienico-sanitarie sia dell’alloggio, che dei ristoranti o delle mense, sia dell’ambiente circostante hanno una grande importanza nel determinare i livelli di rischio.
  10. La disponibilità dei farmaci: la salute in viaggio dipende anche dalla disponibilità di farmaci appropriati nella propria farmacia da viaggio e dalla possibilità di reperirne altri all’estero nelle strutture attrezzate per la distribuzione dei farmaci (farmacie, drugstores, ecc.).
  11. Il possesso di una documentazione sanitaria personale: è molto importante che il viaggiatore abbia con sè una documentazione sanitaria del proprio stato di salute e delle malattie avute in precedenza per facilitare il compito del medico straniero che dovesse prendersi cura di lui.
  12. La presenza o meno di strutture sanitarie e di assistenza medica di buona qualità: in caso di necessità di ricovero ospedaliero, la qualità della struttura ospedaliera, le condizioni di igiene, la dotazione in strutture diagnostiche e terapeutiche e la competenza del personale ospedaliero assumono la massima
  13. Il medico di medicina generale gioca un ruolo fondamentale nel successo o insuccesso di un viaggio poiché può dare al viaggiatore i consigli appropriati per impedire che il proprio assistito si ammali. Oltre a questo libro, il medico può raccogliere informazioni nei siti: www.travelmedicine.it, www.who.int, www.viaggiesalute.it e www.cdc.gov.
  14. Attraverso questa attività di counselling ed eventualmente attraverso una visita medica prima della partenza, il medico continuerà ad essere punto di riferimento per la salute, angelo protettore del proprio assistito anche all’estero. Ed é proprio così che il viaggiatore deve sentire il proprio medico. Una delle raccomandazioni più importanti che il medico deve fare al viaggiatore è quella di dotarsi di una farmacia da viaggio.

 

Malattie trasmesse da artropodi

Il viaggiatore deve tener conto inoltre delle malattie trasmesse da artropodi come la malaria, l’encefalite da zecche o l’encefalite giapponese e adottare misure di protezione individuale tra cui l’uso di insetto repellenti e di zanzariere.

Al tema della lotta alle malattie trasmesse da artropodi l’OMS ha voluto dedicare la Giornata Mondiale del 7 aprile 2014 adottando lo slogan: SMALL BITE, BIG THREAT proponendo ai viaggiatori una Boarding Pass che rammenti loro quali siano le misure di prevenzione più importanti per proteggersi da questa categoria di malattie.

 

Malattie sessualmente trasmesse

Per quanto riguarda il rischio di malattie sessualmente trasmesse va ricordato che il viaggiatore può essere esposto attraverso un comportamento inappropriato ad una serie di malattie dovute a virus, batteri ed altri agenti infettivi. Le principali  sono:

 

HIV/AIDS                           Virus dell’immunodeficienza umana

Epatite B                           Virus dell’epatite B

Sifilide                              Treponema pallidum

Gonorrea                           Neisseria gonorrhoeae

Infezioni da Clamidia       Chlamydia trachomatis

Tricomoniasi                    Trichomonas vaginalis

Cancro molle                   Haemophilus ducreyi

Herpes genitale              Herpes simplex virus (herpesvirus 2 alfa umano)

Verruche genitali            Papillomavirus umano

 

L’infezione si verifica durante rapporti sessuali non protetti (sia eterosessuali che omosessuali – vaginali, anali o orali). Alcune di queste infezioni come l’infezione da HIV, epatite B e sifilide possono anche passare da una madre infetta al feto o al nuovo nato e può essere trasmessa per trasfusione di sangue. L’epatite B e l’infezione da HIV possono anche essere trasmesse da prodotti contaminati come aghi e siringhe usati per iniezione e potenzialmente attraverso strumenti non sterilizzati usati per agopuntura, piercing e tatuaggio. Le infezioni sessualmente trasmesse possono causare malattie croniche e acute, infertilità, disabilità di lungo termine e morte con severe conseguenze mediche e psicologiche per milioni di uomini, donne e bambini. Oltre ad essere malattie serie in sè, le infezioni trasmesse sessualmente aumentano il rischio di contrarre e trasmettere l’infezione da HIV.

Si può prevenire il rischio di contrarre un’infezione sessualmente trasmessa astenendosi dall’avere rapporti sessuali con partners casuali o occasionali durante un viaggio. Il rischio può essere ridotto adottando pratiche sessuali più sicure come rapporti non penetrativi e l’uso corretto del condom.

Per ridurre il rischio di contrarre epatite B e HIV è essenziale evitare l’iniezione di farmaci per scopi non medici e soprattutto evitare qualsiasi scambio di aghi. Le trasfusioni  di sangue devono essere effettuate solo sulla base di chiare e forti indicazioni mediche per ridurre al minimo il rischio di trasmettere infezioni come sifilide, HIV e epatite B.

Iniezioni mediche, cure dentarie, piercing e tatuaggio, che usino aghi o lame non sterilizzati sono anch’esse una possibile fonte di infezione e devono essere evitate. Se si deve fare un’iniezione il viaggiatore deve provare ad assicurarsi che gli aghi e le siringhe provengano da un pacco sterile. I pazienti sotto terapia medica che richiedano frequenti iniezioni, es. i diabetici, devono fornirsi di una quantità sufficiente di aghi e siringhe per tutta la durata del loro viaggio, così come di un’autorizzazione del medico per il loro utilizzo.

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