Dopo ebola è allarme morbillo.

Dopo ebola è allarme morbillo.

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Casi di morbillo segnalati dall'OMS
Casi di morbillo segnalati dall'OMS

Il morbillo può uccidere e lo fa più di quanto facciano hiv o incidenti stradali nei bambini al di sotto dei cinque anni, causando, solo nel 2013, 82mila morti. Lo evidenzia un’analisi del Washington Post realizzata a partire dai dati del Global Burden of Disease study pubblicato su Lancet. Analisi che colloca il morbillo al settimo posto tra le cause responsabili della morte dei bambini sotto i cinque anni, dopo infezioni respiratorie, malaria, diarrea, carenze nutrizionali, difetti congeniti e meningite. E tutto questo accade ancora oggi, ricorda l’Organizzazione mondiale della sanità, malgrado sia disponibile un vaccino sicuro ed efficace, che ha mostrato di aver cambiato la storia di questa malattia. Nel 2000 erano oltre 544mila. Ovvero, in 13 anni la vaccinazione contro il morbillo ne ha diminuito la mortalità del 75% ed ha evitato la oltre 15 milioni di vittime.

Numeri che mostrano quanto sia importante continuare a scegliere la vaccinazione come arma di difesa dalla malattia, anche per il mondo occidentale. Lo dimostra la paura per il ritorno del morbillo negli Usa, dove la malattia era stata dichiarata eliminata nel 2000, e l’epidemia tedesca, che è costata la vita anche a un bambino di un anno e mezzo. Ma soprattutto serve portare e garantire la vaccinazione contro il morbillo nei paesi in via di sviluppo, dove, in alcuni regioni, il tasso di mortalità raggiunge ancora il 10%.

I dati epidemiologici confermano la responsabilità del calo delle vaccinazioni nella recrudescenza delle infezioni di morbillo negli Stati Uniti. In California, Arizona e Illinois, il tasso di vaccinazioni è tra il 50 e l’86 per cento, quindi ben al di sotto del 96-99 per cento necessario per proteggere l’intera comunità.

L’ultima epidemia, iniziata poco prima dello scorso Natale e protrattasi nei primi mesi del 2015, ha avuto come epicentro Disneyland. Dei 70 casi registrati nei giorni immediatamente successivi lo scoppio dell’epidemia, la maggior parte è stata fatta risalire proprio al parco divertimenti. Il parco californiano è uno dei siti turistici più frequentati al mondo e quindi è un luogo ideale perché il tasso di contagi raggiunga i massimi livelli. Il virus, secondo quanto è stato possibile ricostruire, è arrivato con un turista tra il 17 e il 20 dicembre, e subito è riuscito a contagiare cinque lavoratori del parco e vari visitatori, al punto da costringere le autorità a impedire l’accesso alle persone non coperte dal vaccino.

In Europa la situazione generale non è migliore, infatti, assieme all’Italia e ai Paesi Bassi, la Germania è il Paese europeo con più casi di morbillo, e osservata speciale dell’Oms. Al momento, il Paese soffre per la peggiore epidemia mai scoppiata dall’introduzione su larga scala del vaccino nel 2001. Secondo il Robert Koch Institute, negli ultimi 4 mesi i casi accertati sono stati 375, per oltre la metà su persone adulte. Solo a gennaio, i nuovi casi sono saliti a 254, dei quali 82 nell’ultima settimana del mese. L’emergenza ha portato addirittura alla temporanea chiusura di una scuola secondaria. Il problema è quello di una percezione sempre più bassa dei rischi. “Chi si rifiuta di vaccinare il suo bambino non mette solo lui in pericolo, ma anche gli altri”, ha sottolineato il ministro della Salute Hermann Groehe. Nell’Unione Europea l’85% dei pazienti che si ammalano non è vaccinato. Secondo i dati dell’European centre for disease control, nel 2014 in Italia sono stati segnalati più di 1.667 contagi nel primi 10 mesi del 2014, con un incidenza pari a 2,7 casi per 100.000 abitanti. La situazione più grave è quella della Liguria con 12,4 casi per 100.000, seguita dal Piemonte con 11,8, dalla Sardegna e dall’Emilia Romagna.

La patologia, stando alle statistiche, uccide fra i due e i tre pazienti ogni mille, divenendo particolarmente rischiosa per gli adulti sopra i 20 e i bambini sotto i 5 anni, nei più piccoli la patologia può essere letale a causa di complicanze ai polmoni o al cervello. Una bambina di quattro anni è morta di morbillo, pochi giorni fa, il 7 marzo del 2015, mentre era ricoverata nel reparto di terapia intensiva del Policlinico Gemelli di Roma. Anche in questo caso, la piccola non era stata vaccinata, nonostante i genitori fossero entrambi medici.

Il rischio che la malattia possa diffondersi va di pari passo alla copertura vaccinale. Per il morbillo infatti, la cosiddetta immunità di gregge – ovvero, la quota di copertura vaccinale nei confronti di un virus o di un batterio che impedisce che questo si diffonda nella comunità – è piuttosto alta, arrivando fino al 94%. Va da sé quindi, come lasciare anche piccole percentuali prive di immunizzazioni sia un rischio non solo personale ma per tutta la comunità

La vaccinazione contro il morbillo, ricorda l‘Organizzazione mondiale della sanità, dal 2000 al 2013 ha fatto diminuire del 75% i casi della malattia e ha impedito circa 15 milioni di morti. Di fatto questo pone il vaccino contro il morbillo tra le migliori conquiste della sanità pubblica e non a caso, proprio dall’Oms, riunitasi a Copenaghen, arriva l’ultimatum per l’Europa: il 2015 deve essere l’anno dell’eliminazione del morbillo e della rosolia dalla regione europea.

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